| Molto ambizioso il progetto messo in piedi dai tedeschi Ayscobe, classe 2003, racchiuso in quella che viene definita come una Rock opera cominciata nel 2007 e finita nel 2010 con la pubblicazione di “Beside Yourself”. Il Cd racconta una storia/concept in cui Pete, ragazzo dalla fervida immaginazione, non riesce più a discernere la realtà dalla fantasia e decide così di seguire i suoi sogni in cerca di libertà e pace. Purtroppo scoprirà di avere fatto la scelta sbagliata ma non riuscirà più a tornare indietro. Il primo album degli Ayscobe, band che ha vissuto e vive di fasi alterne e che ora è parzialmente in attività, ha ottime idee in fase compositiva. I vari capitoli delle canzoni si adattano bene alle tematiche che vogliono affrontare/raccontare ma la registrazione, il mastering, ed il mixaggio, non sempre rendono giustizia ad un album impegnativo che vede all’opera diverse voci e strumenti. Nonostante gli Ayscobe mettano in evidenza nella biografia influenze di bands come Rainbow e Dream Theater io ne ho trovate molte altre. Se come me avete ascoltato valanghe di dischi non vi sarà difficile riscontrare echi di Uriah Heep (canzone “Gipsy”) e, in generale, di Rock anni ’70 in “Illusion 1”. L’ Hard di “Voices”, una delle canzoni migliori, si sposa con un sax che da un’aura di Pink Floyd (non dovrebbe essere difficile per voi indovinare la canzone). Ancora rimandi all’ Hard e ai Pink Floyd su “Illusion 2” così come le stesse sensazioni le da la Progressive “Meeting With Arlequin” dove l’album con la mucca sopra (“Atom Heart Mother”) ha la sua bella citazione musicale. Non vi basta ancora? E allora vi rimando allo Psycho - Hard di “Solution” che mischia gli Hawkwind con i Savatage di “Streets – A Rock Opera”. Se poi vi chiedete dove sono i Rainbow ecco, pronta per servirvi, “Story Why” che ricorda, se pur non pedissequamente “Gates Of Babylon”. Se a questo punto dell’ascolto non siete ancora convinti di quanto sia importante la band di David Gilmour nell’economia del suono degli Ayscobe i 10’38” di “Harlequin” metteranno in fuga i vostri dubbi residui. Si può obiettare che gli Ayscobe mancano di personalità ma sono proprio i molti sapori che rendono piacevole questo Cd. Il voto è penalizzato dalle lacune in fase di produzione ma se i germanici troveranno il modo o la persona adatto/a ad aggiustare il tiro potranno riservare delle belle sorprese.
Voto: 7/10
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